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lunedì 15 maggio 2017

**Recensione** || Lo Straordinario Mondo di Ava Lavender



Ciao a tutti, cari!
Mi sono presa questo venerdì come giorno di nullafacenza e ho terminato questo straordinario libro. Se dovessi descriverlo con sole due parole sceglierei STRANO e BELLO, proprio per rimanere fedele al titolo originale (appunto "The Strange and Beautiful Sorrows of Ava Lavender").
Ma ora veniamo al sodo.

Valutazione★★★

Dunque, ho iniziato a scrivere questa recensione per ben TRE volte. E ancora non sono sicura del modo in cui presentarvi questo libro. Inizio col dire che io lo consiglio proprio con tutto il cuore. Leggerlo è stata un'esperienza unica, e ogni pagina mi ha conquistata più dell'altra.
In base alla trama, uno si aspetta di avere davanti un altro YA-fantasy che parla delle avventure di una ragazza che possiede un dono particolare, appunto le ali (o comunque questo è ciò che mi aspettavo io).
Bene, mi ha sorpresa in positivo capire che questo è innanzi tutto un libro sull'amore. L'amore in tutte le sue forme.


Ava Lavender è solo uno dei tanti personaggi che incontriamo in questa storia. Chiedendosi chi è, da dove viene, e soprattutto perché è nata con le ali, Ava decide di scoprire come sono state le vite delle sue antenate; la storia parte infatti dal passato e dal suo albero genealogico.
Il primo personaggio su cui si incentra la storia è Maman, la sua bisnonna, che dalla Francia si trasferisce in America insieme a suo marito ed ai suoi quattro figli: Renè, Emilienne, Margaux e Pierette.
Quello che scopriamo è che Ava non è l'unica a possedere una "qualità", non è l'unica della sua famiglia ad essere "diversa", ma soprattutto non è l'unica ad aver avuto un storia sofferta a causa dell'amore.

"L'amore, come si sa, va per la propria strada, beffandosi dei nostri buoni propositi o dei nostri progetti."

Emilienne, la nonna di Ava, si innamora due volte prima di decidere di chiudere le porte all'amore, un sentimento in cui non vede più nulla, se non lo strazio e la devastazione che ha portato a lei e alla sua famiglia. In seguito decide comunque di sposare un uomo, Connor Lavender, di cui non era innamorata e con cui si sarebbe trasferita in un piccolo paesino vicino Seattle così da allontanarsi da tutta quella tristezza.
I due arrivano quindi a Pinnacle Lane, dove comprano una casa su una collinetta e un negozio abbandonato che diventerà la panetteria gestita da Connor Lavender.
Emilienne è una donna segnata dal dolore, è superstiziosa ed esce raramente di casa; tutto il vicinato la evita, la considera una donna strana, una "strega".
Dal suo matrimonio con Connor Lavender nacque Viviane, la mamma di Ava, che portò ad Emilienne la consapevolezza di aver aperto involontariamente il suo cuore per farvi entrare l'uomo che aveva sposato e che si era vietata di amare.


"Sentiva il cuore contratto disendersi, preparandosi ad accogliere l'ennesimo amore. Stavolta potrebbe essere diverso, pensava. Stavolta potrebbe durare. Forse sarebbe stato un amore più lungo e profondo: un'entità solida e reale che viveva in casa, usava il bagno, mangiava, stropicciava le lenzuola nel sonno. Un amore che l'avrebbe stretta quando piangeva, che avrebbe dormito con il petto premuto contro la sua schiena."

Ma la sfortuna si ripresenta alla porta di Emilienne, portandosi via suo marito e lasciandola sola con una bambina appena nata e una panetteria da gestire tutta sola.
Grazie all'arrivo in Pinnacle Lane di Wilhelmina Dovewolf, una donna che apparteneva alla tribù Squamish e che "aveva l'aspetto di chi è destinato ad essere eternamente fuori posto", Emilienne riuscirà a portare avanti la panetteria e soprattutto la sua vita e quella di Viviane.

Viviane crebbe da sola,  tra i profumi e i suoni della panetteria, e a soli sette anni conobbe quello che sarebbe stato il suo primo amore. Si chiamava Jack Griffith, un bambino del vicinato il cui padre, John, disapprovava l'amicizia nata tra lui e la figlia della "strega" di Pinnacle Lane.
Ma i due erano fortemente legati, e col passare degli anni si innamorarono sempre di più; Jack non aveva occhi che per Viviane, e a lui non importava che tutti la considerassero strana, proprio come accadde per Emilienne. Ma John Griffith continuava a mostrare la sua delusione nei confronti di un figlio che non smetteva di gettare disonore sul suo nome.
In seguito Jack partì per il college e mandava costantemente delle lettere a Viviane  .
Purtroppo col passare del tempo le lettere smisero di arrivare, ma questo non spense la speranza di Viviane, che continuava ad aspettare.
"Jack doveva andarsene per poter tornare, giusto? E lei sapeva che sarebbe tornato, proprio come sapeva che alcune delle stelle che brillavano in cielo erano già morte, e che lei era bella, almeno per Jack. Era giusto così."

Così arrivò il sosltizio d'estate che portava ogni anno grandi festeggiamenti in Pinnacle Lane; e soprattutto, quell'anno, avrebbe riportato Jack a casa.
Viviane non si aspettava, però, che lui fosse in compagnia. Al college conobbe un'altra ragazza di famiglia rispettabile e benestante. La ragazza perfetta per Jack...e soprattutto per John Griffith.
Ma Jack e Viviane si amavano. Così quella sera si rividero per "una serata di dalie spezzate e promesse infrante", e poi non si rividero più per molti anni.
Il frutto di quella stessa serata furono Ava e il suo gemello Henry.
Jack ancora non lo sapeva, ma aveva messo davanti al suo amore per Viviane la voglia di riscattarsi agli occhi del padre.
Viviane ancora non lo sapeva, ma avrebbe continuato ad aspettare invano il ritorno di Jack per molti altri anni ancora.




Emilienne, Viviane, Ava ed Henry formavano una famiglia a dir poco singolare con le loro sciagure e i loro "doni". Anche Henry ne possedeva uno: iniziò a parlare solo dopo che la famiglia prese un cane, usava solo parole il cui suono gli piaceva, e parlava solo quando aveva da dire qualcosa di davvero importante.
I due gemelli non uscirono di casa per molti anni; Viviane si preoccupava del fatto che il mondo avrebbe potuto dimostrarsi crudele nei confronti due due ragazzini che potevano dare l'impressione di essere tutt'altro che normali.
"Si preoccupava che fossi più mito e immaginazione che carne e ossa. [...] Si preoccupava di non potermi proteggere dalle tante cose che l'avevano ferita: la perdita, la paura, il dolore e l'amore. Soprattutto l'amore."

Nonostante questo, Ava riuscì a farsi due amici, Cardigan e suo fratello Rowe, i figli di una donna che arrivò in città e andò a lavorare come commessa nella panetteria di Emilienne.
Lei e Cardigan divennero migliori amiche sin da piccole e una volta cresciute, trovarono un modo per far uscire Ava di nascosto così che lei potesse provare quella che era la vita fuori dalle mura di casa.
Come la sua bisnonna, i suoi prozii, sua nonna e sua mamma, Ava scoprirà quanti significati può avere la parola amore.

"L'amore ci rende così sciocchi."



Che dire? Leggere questo libro è stato a dir poco emozionante. Nonostante gli aspetti irreali della storia, tutto quello che succede è così vero.
L'amore è un sentimento così intenso che porta con sè una scia di mille complicatezze; può portare persino a conseguenze fatali e a scelte e sacrifici irrazionali.
E' vero che il primo amore non si scorda mai; è vero che è difficile guarire dalle ferite di un amore non corrisposto, o di un amore perduto, ed è vero che quando si soffre per amore si ha la vista offuscata dal dolore e non si è in grado di vedere quanto altro c'è di buono al mondo.
Ma quello che il libro ci vuole insegnare è che non dobbiamo smettere di crederci: basterebbe aprire gli occhi per vedere tutti i miracoli che può portare l'amore.

I protagonisti di questa storia sono tutti caratterizzati da "diversità", più o meno grandi. C'è chi è zoppo, chi balbetta, chi parla a malapena e chi ha le ali. Ma essere diversi non è una caratteristica sovrumana. Tutti noi, proprio come Ava, dovremmo poter uscire di casa senza la paura di sentirci ingabbiati dal giudizio altrui. Abbiamo il diritto di fare ciò che vogliamo, o quanto meno di provarci.
Di provarci anche se corriamo il rischio di spezzarci il cuore.

Se mai doveste leggere questo libro probabilmente non potrete fare a meno di rivedervi in almeno uno dei personaggi. E non potrete fare a meno di innamorarvi delle descrizioni che per me sono state magiche (quando venivano descritte le scene in panetteria mi veniva proprio fame ahahha). L'unica parola che mi vien per descrivere le frasi, o le intere pagine che ho letto, è "BELLE".
La scrittrice è davvero brava, e io penso di non aver mai letto qualcosa di così delicato ed elegante.
Pensavo che non mi sarebbe piaciuto perché ci sono pochi dialoghi, e invece questo stile mi ha conquistata in pieno.
La storia ha un tocco di malinconia, a causa degli avvenimenti narrati, ma è soprattutto suggestiva e toccante. Io alla fine mi sono sentita in pace con me stessa.
Di tutti i personaggi che ci sono ve ne ho citati solo alcuni, e penso che il modo in cui ve ne ho parlato non rende minimamente giustizia a come sono in realtà.
Per me questo libro va assaporato pagina dopo pagina non solo per la storia, ma anche per tutto quello che c'è dietro. E io lo stra-consiglio. Leggetelo.
Comunque ho scritto già troppo, quindi vi lascio. LEGGETELO.

Bacini.


             


6 commenti:

  1. Ho amato questo romanzo *-*
    Bellissima recensione ♥

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  2. Wow, dalla tua recensione mi è arrivato un puro senso di pace con tutto e tutti. Un libro che credo riesca ad elevare le persone a qualcosa di superiore. Mi hai convinta:)
    Un saluto,
    Destino di Carta.

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    1. Assolutamente si, é un libro carico di significati e di messaggi importanti che tutti dovremmo ricordare :)
      Sono contenta di averti convinta e spero che tu riesca a leggerlo prima o poi!
      Un bacio :)

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  3. *---* Una recensione bellissima ❤️ Mi hai fatto venire voglia di leggerlo!! ❤️❤️❤️ Ti voglio bene, sempre. ❤️

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    1. Dovresti proprio leggerlo, é proprio bello 😍
      Anche io ti voglio bene, tantissimo ❤❤❤

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